La guerra infinita

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Qualche giorno fa Adobe e Google hanno battibeccato sull’uso dei CSS regions, ovvero una funzionalità che consente di impostare agevolmente dei layout complessi simili a quelli delle riviste cartacee. In breve, i responsabili di Chrome, hanno deciso di non supportare questa funzionalità, poiché Blink (il motore di rendering alla base del celebre browser), dovrebbe usare una cospicua dose di righe di codice C++, circa 10000 su un totale di 35000.
A quanto pare i CSS regions rischierebbero di rallentare il caricamento delle pagine web lette da Google Chrome, e poiché la priorità dei progettisti è quella di rendere il browser rapido e performante, hanno deciso di farne a meno.
Adobe, dal suo canto, ha evidenziato come questa funzionalità sia approvata dal w3c e supportata da illustri competitor quali Apple e Microsoft. Ma a quanto pare Google se ne sbatte allegramente e andrà avanti per la sua strada.
Morale della favola, i CSS regions sono condannati all’oblio. Del resto Google Chrome è un browser sempre più diffuso, e siccome i webdesigner vogliono rendere le loro pagine visibili dal maggior numero di browser, la scelta più logica implicherà l’uso di soluzioni alternative.
Quando ho appeso questa notizia, ammetto di essermi fatto una risata amara. Il mondo dello sviluppo web sta diventando un ginepraio per tanti motivi che mi riservo di approfondire in articolo apposito, e il fatto che la vecchia “guerra dei browser” continui ancora oggi, non rende l’orizzonte più roseo.

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